MANIFESTO - "PER UN NUOVO STATO DELL'ARTE"

G53 RSM nasce su impulso degli artisti rappresentanti il padiglione di san marino alla 53^ biennale di venezia.

E' un movimento culturale ed artistico sammarinese che ha come fondamento la valorizzazione della libertà espressiva, formale ed informale e della ricerca artistica nonchè la sua interazione ed integrazione nel tessuto sociale per un “nuovo Stato dell’arte”.

Nel tempo di passaggio epocale in cui viviamo sono in gioco molti fattori che minacciano drammaticamente la libertà e diventa sempre più urgente prevedere e attuare nuove forme di sopravvivenza e di coesistenza. Una responsabilità in questo senso investe innanzitutto le persone che dispongono di maggiore libertà mentale.

L’artista gode appunto di tale responsabile privilegio. Per questa ragione esso si trova nella condizione di proporre insieme un significativo impegno di “trasformazione sociale responsabile”.

L’intento è quello di portare la creatività, cioè l’arte, ad interagire direttamente e a integrarsi con ogni ambito del tessuto sociale, dall’economia alla politica, dalla scienza alla religione, dalla produzione all’educazione.

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lunedì 19 luglio 2010

"frammenti": la mostra (virtuale) del pittore antonio lengua

San Marinon 1 luglio 2010/1709 f.F.R.


Da San Marino Fixing



L’arte che rinnova l’arte. La scompone, la ricompone, la moltiplica. L’amplifica. Dal 15 luglio all’8 agosto (ingresso libero), nella splendida cornice del Palazzo S.U.M.S., a San Marino Città, è in programma la mostra personale di pittura di Antonio Lengua, “Frammenti”. Frammenti di quadri, dettagli che si amplificano, il piccolo che diventa grande e ruba la scena allo sguardo complessivo.
Alla base di questa personale dell’artista nato a Cervinara, ma residente a San Marino da una vita, c’è l’idea di prendere i due quadri che hanno partecipato alla 53esima edizione della Biennale di Venezia e di scomporli in particolari. Frammenti appunto, delle due opere, “Fuori dal Mondo” e “Angolo di Città”.
“È questa la magia dell’arte - spiega Antonio Lengua – anche quando pensi di aver visto tutto ti rendi conto di quanto sia importante la prospettiva. Dipingere queste due opere è stata una vera emozione, come sempre. Anche portarle a Venezia, alla più importante rassegna in assoluto, la Biennale, ha rivestito per me una grande importanza. E poi, quando mi è venuta l’idea di lavorare su queste opere scomponendole, sono riuscito ad entrare di nuovo nei quadri, perdendomi nei particolari”.
Nello specifico, “Fuori dal Mondo” è stato scomposto in dodici particolari, “Angolo di città” in otto. Venti quadri di misura 100 per 120 e 80 per 100 in cui le due tele originarie sono riprodotte interamente, con alcuni “focus” sui dettagli che l’artista ha ritenuto più significativi.

Giovedì 15 luglio alle ore 18.30 la "vernice". Seguirà rinfresco.

“Frammenti” ha il patrocinio della Segreteria di Stato alla Cultura e del settimanale San Marino Fixing.

Per informazioni: tel. 0549-905011.

E' come se Antonio Lengua fosse nato dentro e insieme ai suoi quadri. Un origine del mondo simile a quella dei miti della "Via dei Canti" di Bruce Chatwin: lì il mondo nasceva dalla pozza primordiale e veniva creato cantando. Qui è come se l'artista si fosse alimentato con la bocca degli occhi di quello che lui stesso creava: per crescere, per vivere e moltiplicarsi. E' come se Antonio Lengua avesse sviluppato nei suoi occhi, nutrendosi di immagini-cibo, una sorta di visualizzazione in 3D. E, la offrisse ora ai visitatori della sua Personale operando una parcellizzazione delle opere originali: entrare dentro un quadro, esplorarlo, negarlo e simultaneamente resuscitarlo per riproduzione.
Compiere un omicidio-suicidio per solitudine, un solo quadro, un solo Lengua, e tirare fuori dalle viscere del dipinto uno, cento, mille quadrilengua.
Il Viaggio dei Primissimi Piani dentro “Angolo di Città”, è senza dubbio affascinante.
Una testa quasi nascosta di tre quarti, profilo affilato e calotta di capelli aerodinamici, è protetta alle spalle sino alla sommità della nuca da un mantello futurista composto da sezioni di cono rovesciate e triangoli ocra e blu chiaro, degradante sino all'azzurro. Erano nell'originale, nell'apertura in campo lungo, sezioni di un palazzo della città dai paesaggi desolati e minacciosi. Accanto e dietro l'uomo con mantello, una porta finestra chiara e cieca: non mostra nulla dietro i suoi vetri. Un'altra testa di donna, perfettamente di profilo, la lunga mascella, l'iride blu sull'angolo dell'occhio. Ora sovrasta il piccolo uomo con mantello, sembra ignorarlo. Anche qui le sezioni dei volumi geometrici, affastellate una accanto all'altra, costruiscono un costume tecnologico e futurista che copre la donna, tra Moebius e Metropolis di Fritz Lang. Quel costume, nella visione d'insieme del quadro originale, era una grande ala, lì verde cupo, paludoso, ora blu chiaro dalle degradazioni lunari. Di nuovo la testa di donna, in primissimo piano, dietro un disco grigio pietra: spicca il copricapo-capelli tramato di linee curve che si susseguono come onde.
Alle spalle uno scorcio di paesaggio dove trionfa una piramide alta ed aguzza. Un altro frutto della moltiplicazione: solo paesaggio di città a perdita d'occhio. Muri senza finestre, case senza tetto, aperte verso il cielo, scatole ocra, sulle quali levita leggero un fiume azzurro che precipita in un lago pensile sostenuto da un cono giallo. E ancora uno dopo l'altro frammenti di architettura lenghiana: muri portanti, cilindri, piani, gradoni, finestre circolari, colonne con piedistallo, archi, un delirio costruttivista geometrico, matematico. Grandi sassi, rocce levigate, colline di pietra, sono sostegno e confine della città.
Il cielo azzurro è venato d'arancio.

(Saverio Mercadante)


Dove non arrivano gli occhi, subentra l’Arte. E’ una zoomata sul particolare, quella che ha voluto percorrere Antonio Lengua nella sua indagine: come una lente, come un microscopio, per entrare nel dettaglio e (ri)creare, quasi per germinazione spontanea, un’opera “altra”. O meglio: 12 opere, 12 squarci, che solamente alla fine si ricompongono nell’unità iniziale. Così per “Fuori dal mondo” che, nella disgregazione – ma solo apparente – del tempo, crea una sorta di viaggio che dalla miniaturizzazione iniziale, si trasforma in finestra aperta sull’universo.
La forza dell’immagine “esce” con slancio e vigore nel primo ingrandimento dove tre cime – le tre Torri della Repubblica di San Marino -, bagnate da una luce lunare, sembrano illuminare la schiena di un Re, avvolto e rannicchiato – in una sorta di contemplazione – innanzi a una scultura. Un occhio acceso e minaccioso invece invade l’osservatore che si avvicina alla seconda opera. E’ un personaggio vigile, che instilla silenzio tra una volta celeste segnata a croce – la condanna e la resurrezione – e un sottopalco basso, colorato, che richiama alla vita primaverile. Lavora invece su due punti luce – uno basso e uno alto – la terza indagine: ad una sfera che rassomiglia a un centro per freccette fa da contraltare una luna, piccola: un occhio pallido, che si posiziona davanti a un enorme dito, che cerca la via della sublimazione. I due occhi, nel quarto quadro, ruotano di 90 gradi: se l’algido spillo conserva la sua luce, il mondo pluricolorato – un’altra galassia, un’altra vita, un altro sistema – appare nelle sembianze di un sole autunnale, meno carico ma che riesce a portare vita agreste (l’immagine della foglia verde che gli fa da cappello ci parla di linfa, di piante, di respiro) probabilmente bucolica. Il quinto attimo – cinque le dita che richiamano l’arto, novello sposo dell’arte – porta l’osservatore nell’universo, luogo privilegiato di meditazione sul globo: il pianeta, sintetizzato in due colori (verde e azzurro), si affaccia – intermezzato da un piccolo sole – ad una materia della mente in cui, a una scelta di abolizione degli spigoli, risponde la morbidezza della curva, quasi a voler trovare un equilibrio di forme e volumi. Materia che compare nella zoomata successiva: il mondo bicolore si denuda, e – libero da ostacoli - dona la sua energia ad un piccolo sole. Il disco giallo però appare decisamente più carico: il punto di colore è denso, quasi oleoso, lontano dall’estate ma non ancora indebolito dall’autunno. E’ un sole che inventa cerchi più gentili, non perfetti. Un luogo dove la vita può rinascere, dove la corona del Re ritrova sfavillanti raggi. Dove il grano si intreccia con i sogni dell’uomo. Nel settimo frammento il mondo è lontano – il colore è materico, uniforme, appallottolato – catturato da una mano uncinata che lo vuole soffocare. O lo vuole alzare a trofeo. A forma perfetta, a città-Stato, utopica ma distante da quella tratteggiata dal filosofo Tommaso Moro. Il Re – ma con il viso scoperto – ritorna dell’ottavo quadro: il reale è avvolto in una sciarpa panna, e sembra ignorare la vorticosità della scena che appare alle sue spalle: un cielo ovattato si trasforma in un occhio senza pupilla che osserva – dal fondale – il retro della corona, senza però porsi alcuna domanda sociologica.
Usa la lente d’ingrandimento, Lengua, per il nono taglio: la figura inquietante del secondo quadro appare più grande – forse adulta – e svela la forza dell’indagine: gli occhi entrano in quelli dell’osservatore per farsi specchio dei fantasmi dell’umanità. Sforzi geometrici invece incidono il decimo passo, che si compie nella danze volumetrica delle linee fredde e delle curve della natura. Ma è ancora il globo, questa volta impreziosito dei suoi colori più genuini – il verde e l’azzurro – a dare il nome all’undicesimo atto: l’aria appare tersa, in bilico tra una luna lillipuziana e un sole che, perduti i sue riflessi, scandisce il tempo dell’umanità. Possiede tinte munchiane la chiusa, ad effetto: il sole – i soli dell’uomo – riecheggiano in tonalità materne (il rosa), quasi a voler portare gli occhi verso il seno materno, fonte prima di vita di nutrimento. E quello che avviene nella mente – lo sperone color oro, simbolo onirico per antonomasia -, alla fine, rimane solo un sogno. Lontano. O, per parafrasare l’artista, “Fuori dal mondo”.

(Alessandro Carli)


"frammenti" dopo la biennale la personale di antonio lengua




San Marinon 16 luglio 2010/1709 f.F.R.


Da San Marino Fixing

Taglio del nastro, giovedì pomeriggio, per la mostra "Frammenti", del pittore Antonio Lengua, presso la Sala Fondazione San Marino del Palazzo S.U.M.S. di San Marino Città (via G.B. Belluzzi 1). Alla vernice hanno preso parte il Segretario di Stato alla Cultura Romeo Morri e il Curatore della presenza sammarinese alla 53esima Biennale d'Arte di Venezia Valerio Pradal, con Loris Pironi, direttore di San Marino Fixing - media partner dell'evento - a fare gli onori di casa.

La personale di Lengua scaturisce dalle due opere che il pittore neofuturista ha portato alla 53esima Biennale di Pittura. Le opere, nello specifico, sono “Fuori dal Mondo” e “Angolo di Città”, che Antonio Lengua negli ultimi mesi, ha scomposto, riducendole a “frammenti” (da qui il titolo di questa personale), ponendo in evidenza i dettagli, i particolari delle due opere.

Nello specifico, “Fuori dal Mondo” è stato scomposto in dodici particolari, “Angolo di città” in otto. Venti quadri di misura 100 per 120 e 80 per 100 in cui le due tele originarie sono riprodotte interamente, con alcuni “focus” sui dettagli che l’artista ha ritenuto più significativi.

“È questa la magia dell’arte - spiega Antonio Lengua - anche quando pensi di aver visto tutto ti rendi conto di quanto sia importante la prospettiva. Dipingere queste due opere è stata una vera emozione, come sempre. Anche portarle a Venezia, alla più importante rassegna in assoluto, la Biennale, ha rivestito per me una grande importanza. E poi, quando mi è venuta l’idea di lavorare su queste opere scomponendole, sono riuscito ad entrare di nuovo nei quadri, perdendomi nei particolari”.

Dice di lui l’arch. Valerio Pradal, curatore della partecipazione sammarinese all’ultima Biennale: “La prima volta che in qualità di Curatore vidi un’opera di Antonio Lengua, pensavo di trovarmi di fronte ad un sognatore che con volontà reale voleva essere protagonista della sua storia. Un narratore con capelli bianchi che avvolgevano un volto solare. Non mi sono sbagliato. Le sue opere bisogna ascoltarle”.

La mostra, è organizzata dall'associazione Noor2 e resterà aperta sino all'8 agosto presso la Sala Fondazione San Marino del Palazzo S.U.M.S. di San Marino Città (via G.B. Belluzzi 1).

Per ulteriori informazioni: 339-8064188.

venerdì 25 giugno 2010

Mostra “Sopra il livello del mare”


mostra “sopra il livello del mare”
inaugurazione venerdì 25 giugno 2010 ore 18,00
gallerie delle logge - san marino

San Marino 25 giugno 2010/1709 d.F.R.

La Segreteria di Stato per l’Istruzione e la Cultura, L’Università e le Politiche Giovanili è lieta di annunciare l’apertura della mostra “Sopra il livello del mare” che si terrà dal 25 giugno al 19 luglio 2010 presso la sede della Galleria delle Logge.
La mostra rientra nelle iniziative previste per l’evento “Alba sul Monte” e si avvale del contributo organizzativo della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea della Repubblica di San Marino. La collettiva Sopra il livello del mare intende focalizzare l’attenzione sull’attuale bisogno di giungere ad un punto d’osservazione elevato, inteso sia in senso poetico che etico, per meglio “vedere” e comprendere la nostra contemporaneità. Le Logge dei Balestrieri diverranno, per questa occasione, luogo di incontro, piazza virtuale e virtuosa, fulcro cui confluiranno esperienza, ricerca e poetiche di artisti operanti nel nostro territorio.
Esporranno:
Gisella Battistini, Leonardo Blanco, Valentina Bustea, Dorina Capicchioni, Giulietta Cavalieri, Cristian Ceccaroni, Alberto Rino Chezzi ciaccaezetazetai, Laura D’Addezio, Alessandra Filippini, Gabriele Gambuti, Dara Giardi, Antonino Giuseppe Giuffrida, Giovanni Giulianelli, Cristina Guidi, Dario Lazzari, Antonio Lengua, Vanessa Macina, Luciano Michi, AiKa Antonio Molinari, Omar Paolucci, Carlotta Piombini, Michela Pozzi, Giusi Ridolfi, Georges Santi, Giorgio Stefanelli, Marco Tentoni, Thea Tini, Daniela Tonelli, Serenella Valli.
Si tratterà di opere realizzate con l’uso di materiali tecniche e linguaggi diversi che spaziano dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al collage alle tecniche miste.
In occasione della Vernice sarà presentato il progetto performativo sito-specifico Unspoken monologues performance di teatro fisico di Martina Conti e Mara Cassiani, con Martina Conti, danzatrice e coreografa e Mara Cassiani, attrice. L’intervento mira ad indagare le conseguenze della censura sulla mente creatrice e parte da un’indagine storica sul comportamento degli artisti nei confronti della censura; ma anche da un’indagine fisica sugli effetti del nascondere il desiderio di espressione, di sopprimere un impulso, di mozzare una dichiarazione e mutarne la forma.
Il Finissage, rientrerà nelle manifestazioni previste per l’evento “Alba sul Monte” e vedrà la partecipazione del Duo Messieri/Selva Michele Selva, sassofono soprano; Massimiliano Messieri regia del suono e live electronics.
Musiche di Terry Riley e Massimiliano Messieri
In occasione del finissage, verrà inoltre presentato il catalogo della mostra, con testo critico di Alberto Zanchetta

martedì 8 dicembre 2009

Antonio Lengua, in punta di pennello fuori dal Mondo


da www.sanmarinofixing.com

Antonio Lengua, in punta di pennello fuori dal Mondo


San Marino 23 novembre 1709 d.F.R.


Che cos’è l’arte se non un mezzo per osservare la realtà con i propri occhi e raccontarla con le proprie mani? È poi la soggettività dell’artista a fare la differenza, a raccontarci che la banalità non esiste. Il tratto tecnico e l’uso dei colori che distinguono il pittore sammarinese (d’adozione) Antonio Lengua ci permettono di inquadrarlo in quella particolare corrente definita neofuturismo. I colori “maschi” e la predominanza di linee geometriche lasciano intendere la preponderanza dell’uomo sulla natura. Eppure i soggetti che ultimamente Lengua preferisce rappresentare sono più astrali: altri universi, pianeti sconosciuti, squarci marziani. Visioni “fuori dal mondo” insomma, come il Titano che ha voluto rappresentare nella sua opera emblematica portata alla Biennale di Venezia. Il 22 novembre si chiude la Biennale 2009. E Oggi Antonio Lengua torna da questa esperienza sicuramente arricchito culturalmente, per sua stessa ammissione. Per celebrare degnamente la chiusura e il ritorno da Venezia, va in scena in questi giorni una sua mostra personale, “Rientro” dalla Biennale, dal 21 al 25 novembre alla galleria Mart Arte Contemporanea di via 3 Settembre 101/B, a Dogana. La vernice è prevista per le 17 di sabato, annunciata la presenza del Segretario di Stato alla Cultura Romeo Morri, il Curatore della Biennale Valerio Pradal e il Commissario Leo Marino Morganti. “Il bilancio è sicuramente molto positivo – afferma Antonio Lengua – Anzi, ne approfitto subito per ringraziare la Segreteria di Stato alla Cultura, il Commissario Morganti, il Curatore Pradal, tutte le persone che hanno ruotato attorno a questo evento e la Fondazione San Marino Cassa di Risparmio SUMS che ha fornito un contributo fondamentale per dar vita a questa esperienza. Al di là della soddisfazione personale, aver avuto l’opportunità di esporre le mie opere in un contesto artistico così importante mi ha permesso di confrontarsi con artisti che rappresentano il meglio dell’arte contemporanea nel Mondo, e anche di capire qualcosa in più dei miei lavori, della mia pittura”. Spendiamo qualche parola dell’opera che ha rappresentato il Titano a Venezia. “Il quadro s’intitola ‘Fuori dal Mondo’”, prosegue l’artista nativo di Cervinara, Avellino, approdato a San Marino diversi anni or sono dopo un lungo peregrinare nella Penisola Scandinava. “Si intravedono le piccole torri che inequivocabilmente caratterizzano il Titano. Un Titano fuori dal Mondo, appunto, posto in una prospettiva privilegiata per far passare il proprio messaggio di libertà, libertà attraverso l’arte”. E a questo punto, in una visione ciclica dell’universo, torniamo esattamente da dove eravamo partiti, alla domanda chiave che giriamo ad Antonio Lengua: che cos’è l’arte? “Ah, l’arte. Per me è la ricerca di una forma fra il passato e il futuro, il presente non conta. È una ricerca appassionante, instancabile della morfologia nascosta nella materia. Perché il legno, la tela, la pietra, nascondono messaggi. Sta alla ricettività dell’artista captare questi messaggi e fissarli nel momento”.

Loris Pironi

lunedì 23 novembre 2009

Antonio Lengua espone le sue opere nella Galleria d’arte Mart di Dogana


San Marino 21/11/1709 d.F.R.

dal sito di sanmarinortv

Antonio Lengua, e insieme a lui gli altri artisti che hanno partecipato per San Marino alla 53° Biennale di Venezia, stanno raccogliendo i frutti di questa importante esperienza: hanno infatti cominciato, uno ad uno, ad allestire esposizioni personali in territorio. Lo ha fatto notare proprio in occasione dell'inauguranzione della mostra di Lengua a Dogana, il commissario Leo Morganti affiancato dal curatore della Biennale Valerio Pradal, il quale non ha mancato di sottolineare la carica espressiva, la capacità di raccontare, di stimolare la fantasia, delle opere del pittore di Avellino, ormai sammarinese di adozione. Un valido esempio della vivacità del mondo della cultura sammarinese, in cui il Segretario di Stato Romeo Morri crede fermamente.

venerdì 20 novembre 2009

antonio lengua, "rientro" dalla biennale


San Marino 20 novembre 1709 d.F.R.


(c.s.) : Domani inaugurazione della mostra di Antonio Lengua, “Rientro” dalla Biennale
Presenti il Segretario alla Cultura Romeo Morri, il Curatore Valerio Pradal e il Commissario Leo Marino Morganti
Taglio del nastro, domani pomeriggio (SABATO 21 NOVEMBRE, ORE 17) per la mostra personale di Antonio Lengua, pittore sammarinese che ha partecipato, in questi mesi, alla 53esima Esposizione Internazionale Biennale d’Arte di Venezia. E la mostra è proprio il pretesto per celebrare nel migliore dei modi il “Rientro” dalla Biennale (questo il titolo dell’esposizione).
Dal 21 al 25 novembre le opere di Lengua saranno infatti esposte alla Galleria Mart Arte Contemporanea di via 3 settembre 101/B a Dogana.
All’inaugurazione saranno presenti il Segretario di Stato alla Cultura, Romeo Morri, il Curatore Valerio Pradal e il Commissario Leo Marino Morganti.
“Sicuramente è stato un momento molto significativo per me, mi ha aperto orizzonti importanti. Devo ammetterlo: è stata un’esperienza fantastica, che mi ha permesso di crescere come artista. Malgrado una carriera già parecchio lunga, devo dire che il confronto con altri artisti internazionali che hanno esposto a Venezia è stato molto interessante ed istruttivo. Chi fa arte non può chiudersi in sé, deve essere sempre attento, osservare, confrontarsi”.
E a Venezia, il confronto certo non è mancato in questi mesi: hanno esposto infatti artisti di levatura internazionale provenienti da ben 78 diversi Paesi.
“Ognuno ha portato con sé i propri messaggi, come io ho fatto con i miei, naturalmente. A prescindere da tutto questa occasione mi ha permesso di capire tante cose, dei miei lavori, della mia pittura”.
Parliamo adesso del messaggio che Antonio Lengua ha portato alla Biennale d’Arte di Venezia.
“È un messaggio di pace, di libertà attraverso l’arte. Mi sono sentito orgoglioso di rappresentare la più piccola Repubblica del Mondo in un contesto magico, magico per d’avvero, che è quello di Venezia. Con i miei lavori ho posto la nostra piccola Repubblica ‘fuori dal mondo’, questo era il titolo della mia opera, la mia idea di base, in un punto di osservazione privilegiato. E il Titano, con le sue torri, che si intravedevano nel quadro, era viceversa posto in una posizione in cui può essere preso come esempio per la sua storia di libertà e di pace”.
La chiusura, è di rito. “Vorrei ringraziare chi ha offerto a noi artisti sammarinesi questa magnifica opportunità – afferma Antonio Lengua – Ovvero gli organizzatori, le Segreterie di Stato alla Cultura agli Esteri e al Turismo, il Curatore Valerio Pradal e il Commissario Leo Marino Morganti, di cui apprezzo estremamente l’operato. E poi tutti quanti hanno ruotato attorno a questo progetto”.

martedì 10 novembre 2009

Antonio Lengua - "RIENTRO" dalla 53^ Biennale di Venezia

Antonio Lengua - "RIENTRO" dalla 53^ Biennale di Venezia


San Marino 10 novembre 1709 d.F.R.

L'inaugurazione alle ore 17,00 di sabato 21 novembre 2009 al MART Arte Contemporanea in Via Tre Settembre 101/B - Dogana - RSM.
Nella mostra di Antonio Lengua interverranno il Segretario di Stato alla Cultura Romeo Morri e Leo Marino Morganti e Valerio Pradal rispettivamente Commissario e Curatore del Padiglione Sammarinese alla 53^ Biennale d'Arte di Venezia.
La mostra rimarrà aperta fino al 25 novembre 2009.
Per info Mart tel. 0549.80234 e/o pittore@antoniolengua.com

mercoledì 22 luglio 2009

Antonio Lengua e le città futuristiche

43°56’11,77” NORD - MONDI DA FARE

Stato
REPUBBLICA DI SAN MARINO

Titolo
43°56’11,77” Nord
Mondi da Fare

Patrocinio
SEGRETERIA DI STATO PER GLI AFFARI ESTERI E POLITICI

SEGRETERIA DI STATO PER L’ISTRUZIONE E LA CULTURA,
L’UNIVERSITÀ E GLI AFFARI SOCIALI


Supporto
SEGRETERIA DI STATO PER IL TURISMO E LO SPORT,
LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA E RAPPORTI CON L’AZIENDA
AUTONOMA DI STATO PER I SERVIZ
I

Commissario
Leo Marino MORGANTI
leomarinomorganti@libero.it

Curatore
Valerio PRADAL
valeriopradal@10united.it

Coordinamento
Maria Alessandra ALBERTINI
Sivia BERTI
Corrado CARATTONI
Alessia GHIRONZI
Elisa MANZAROLI
Lorenza MEL
Edith TAMAGNINI

Sostenitori del progetto
Fondazione San Marino Cassa di Risparmio della Repubblica
di San Marino
- SUMS UNESCO - Delegazione permanente
della Repubblica di San Marino